inPossibili
κέντρον è nato nella bottega di mio padre, dove è iniziato il mio viaggio nei materiali fra i quali amo quelli di confine, quelli che non si vedono se non negli interstizi: la segatura, che ha il suo linguaggio (di pino, d’acero, d’abete…). “Segatura” è parola perifrastica ed ha sintagmi tutti suoi. Ho un retrobottega dove ho ammucchiato tutta la segatura che ho prodotto, una specie di dizionario del silenzio perché la segatura è silenzio, quasi neve di ciò che non è detto ma sempre comunicato.Quando taglio un tronco il suo silenzio cade a terra come trucioli (e, di notte, a me e alla sega dolgono i denti);

 

kéVTPOV

28 maggio 2011
Cortili Aperti
Lecce
"Cose in/possibili" FondazionePlart
a cura di Marco Petroni